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De André: il medium che non ti aspetti…

Fabrizio De André secondo Progetto Horus Maurizio Corona

Fabrizio De André

Fabrizio De André (www.fabriziodeandre.itè un poeta e cantautore italiano nato il 18 febbraio 1940.

La Forza in Fabrizio De André - Progetto Horus Maurizio CoronaFabrizio De André ha un 11, la Forza, in Pronto Soccorso. Questo implica che nel momento del bisogno, per poter stare meglio, è necessario lasciarsi andare, esprimere la collera, “tirar fuori la bestia”. Anche perché 1+1=2, ovvero La Papessa. Ciò sta a indicare che se l’11 non è vissuto in talento porterà ad un doppio conflitto, quello dell’11 e quello del 2. Tanto più che De Andrè ha 2 in Conflitto ed in Risposta Automatica. La Papessa (2), in Conflitto, lo farà entrare in conflitto ogniqualvolta si sentirà eliminato. Insieme all’altro 2 in Risposta Automatica, lo porterà a non accettare o non essere accettato e quindi ad eliminare o ad essere eliminato.

Lo indurrà anche ad un accumulo, nel suo caso, di conoscenza letteraria.

Possiamo anche supporre che nella genealogia di Fabrizio De André ci sia stata una madre fredda, cioè poco nel suo emozionale. La carta della Papessa è uno degli archetipi della madre.

Questo si può collegare alla carta della Temperanza, 14 in Memoria Genealogica, che ritrae un angelo e che rimanda ad un bimbo deceduto.

Ovviamente per essere certi di ciò dovremmo parlare con i diretti interessati. Quello che però è chiaro a chiunque conosca Fabrizio De André come artista è che lui ha fatto da legame tra le storie da lui raccontate e chi le ascolta. Un legame con un “liquido” correlato al 14 vissuto in modo negativo può divenire una dipendenza. Di ciò abbiamo già parlato in questo articolo su Amy Winehouse, e anche in questo caso troviamo un collegamento con l’alcool. De André infatti smetterà di bere solo dopo la morte del padre, per mantenere una promessa a lui fatta.

Per essere in Talento doveva essere nell’azione usando l’istinto, il 7, Il Carro, in Strumento ed in Equilibrio.

Nel 1960, suo anno emblematico, compose quella che lui ha sempre considerato la sua prima canzone: “La ballata del Michè”. Ha un 18, La Luna, in Disegno di Vita: anche questa carta rimanda alla madre, all’accoglienza tipica del femminile.
Fin da giovane capisce ciò che ha voglia di fare nella sua vita; è umile, capace di ascoltare e di accogliere. A tale proposito è stato scritto: “Gli estimatori di Fabrizio De André ammirano il coraggio morale e la coerenza artistica con cui egli, nella società italiana del dopoguerra, scelse di sottolineare i tratti nobili e universali degli emarginati, affrancandoli dal ghetto degli indesiderabili e mettendo a confronto la loro dolorosa realtà umana con la cattiva coscienza dei loro accusatori.”

Trovo che in questa frase si possa leggere molto della sua personalità: era un medium, cioè un mezzo tra gli emarginati e il pubblico.

Era riflessivo come la luna riflette la luce del sole: egli rifletteva l’inconscio collettivo ponendolo nella realtà e portandolo in modo semplice alle orecchie di tutti.
C’è un tratto di lui che tutti conoscono, in cui la sua grande accettazione ha raggiunto una vetta veramente elevata: dopo aver subito il rapimento, ha chiamato quella esperienza “Hotel Supramonte”.

Fabrizio De André sorridente - Progetto Horus Maurizio Corona

I 16, La Casa Dio, in Personalità Profonda e nel Sociale suggeriscono che fosse una persona gioiosa, che “giocava” con ciò che lo circondava anche quando le situazioni non sono le più rosee.

Il 9, L’Eremita, nel Lavoro lo porterà a lavorare da solo; farà infatti molta fatica ad esibirsi in concerto. (Vedi articolo L’elogio alla solitudine sempre su questo blog). Rimettendo i fatti che lo circondano in questione, quasi diventando un terapeuta a livello intellettuale, cercherà di illuminare gli altri su varie tematiche. Arrivò perciò, in quello che lui riteneva uno dei suoi migliori album, “La Buona Novella”, a raccontare la storia di Gesù come se fosse un “semplice” uomo e non “Il figlio di Dio”.

Fabrizio De André Copertina La buona NovellaQuesto non perché ateo ma perché in questo modo lo rendeva più vicino alle persone.

Riguardo Dio disse: “Quando parlo di Dio lo faccio perché è una parola comoda, da tutti comprensibile. Ma in effetti mi rivolgo al Grande Spirito in cui si ricongiungono tutti i minuscoli frammenti di spiritualità dell’universo.”
Possiamo riassumere l’essenza della mappa in questo modo: un medium (18) festaiolo e con il viso da bambino (16) istintivo e nell’azione (7 e 11), ma anche un saggio solitario (9).

Illumina il Tuo cammino

Francesca Mamone

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