Rudolf Nureyev

Rudolf Nureyev 17 marzo 1938

“La Stella dal desiderio irresistibile per la danza della libertà”

Qualche tempo fa mi è capitato di leggere un toccante articolo sul danzatore russo Rudolf Nureyev.

L’articolo (http://www.gay.it/cultura/news/lettera-danza-nureyev-aids) parla di una “Lettera alla danza” scritta dallo stesso maestro, poco prima di morire di Aids, nella quale descrive la sua passione per la danza e l’emozione dell’attesa della lezione provata fin da piccolo nonostante i due chilometri da percorrere a piedi per raggiungere la scuola.

Descrive, con la minuzia di chi ancora vive ciò che racconta, la disillusione del povero verso la gloria, l’odore del sudore sulla pelle, la poesia del ballo.

Una lettera autentica, (e per lui non sarebbe potute essere diversamente da così), carica di quella forza e quel desiderio che da soli, nonostante i dubbi, possono farti raggiungere l’obiettivo!

Cosa può aver portato “un’anima” sulla terra per scrivere simili parole a testimonianza del suo talento espresso e del suo amore per la vita? A fine lettura, col cuore stretto, mi si è rigato il viso di lacrime e, ascoltando il mio desiderio irresistibile, sono andata a cercare su internet la data di nascita per ricavarne la “mappa dei talenti”: 17 marzo 1938, sorrido…

Rudolf Nureyev

Il 17 Le Toille “La Stella” e non poteva che essere così per il primo ballerino di tutti i tempi! Ecco il perché di una lettera così autentica, ricca della sua essenza dove il bisogno di splendere al “mondo”, alla vita, viene espresso meravigliosamente! Ma andiamo avanti… ed ecco un altro sorriso compiaciuto.

Marzo (3) “L’Imperatrice” che rappresenta l’esplosione creatrice: nessuno meglio di chi danza può esprimere con la sua forza, la sua seduzione conquistatrice! Lei, “Sua Maestà”, vuole sempre essere riconosciuta per la sua bellezza esteriore e interiore… Ma il mio sorriso più grande prende forma nel l’osservare l’anno di nascita e calcolare quel numero, “21”, che è rappresentato dalla donna che danza creando sul “mondo” , colei che rappresenta la libertà. Così capisco come abbia potuto esprimere nella maniera più piena il talento della memoria genealogica trasmessagli dai genitori.

Guardo gli altri numeri e tutto riporta alla sua missione sulla terra che pare aver compiuto molto bene.

Mi soffermo un attimo a pensare…

Parte la musica, la danza è quella de” La morte del cigno” e come il cigno che muore dopo aver tentato il “tutto per tutto” e lascia che il destino si compia, così Nureyev ci ha salutato mostrandoci magistralmente come si percorre quel cammino chiamato VITA.

Tiziana Cuccu

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