Freddie Mercury

Freddie Mercury, nato Farrokh Bulsara il 05 Settembre 1946 e morto a Londra il 24 Novembre 1991.

(per comprendere i collegamenti fra gli ambiti come strumento, personalità profonda etc. vedi https://www.progettohorus.it/horus/mappa-dei-talenti/)

Si dice che ciascuno di noi abbia tre forme di vita: una pubblica, una privata e una segreta.
Freddie Mercury, il leggendario frontman dei Queen, aveva sicuramente una vita privata e una pubblica molto distinte fra loro e assai ricche e particolari, sulle quali molto si può dire, mentre seppe molto proteggere la sua parte segreta.

Era un uomo sincero e spontaneo, cercava di essere sempre se stesso (caratteristica riferibile al suo 16 in personalità profonda) e non si faceva molti problemi nel fare ciò che si sentiva (16 e 20). Si comportava in maniera libera, non tanto nel fare ciò che voleva, ma piuttosto nel essere libero da influenze o pressioni di chicchessia (ancora il 20 e ancora il 16).

La parte della sua vita un po’ misteriosa e segreta ha origini nella sua infanzia e adolescenza vissuta in collegio in India. Di quegli anni così importanti e formativi per la vita di un ragazzo non si conosce molto, egli non ne parlava mai e certamente lì risiedono alcuni segreti, che hanno contribuito a costruire la sua prorompente personalità.

 

Freddie Mercury aveva una personalità complessa e composita.

Complessa perché era un uomo non facile da comprendere, spesso contraddittorio e imprevedibile (il 10 nello strumento probabilmente lo ha spinto a cambiare frequentemente idea sulle cose, continuamente cambiando ogni aspetto della sua vita). Qui però dobbiamo porci la domanda: “ma lui metteva in pratica il 10 in strumento, oppure il suo comportamento così mutevole era solo la sua maschera”? 10 nella maschera.

Composita perché la sua spiccata abilità sul palco come uomo di spettacolo, il suo talento nell’esibirsi ed essere sfrontato se non addirittura oltraggioso (tutti elementi riconducibili ancora al 16 in personalità profonda, “quindi alla sua esplosività”; e poi ancora al 20 in memoria genealogica, desiderio irresistibile di fare le cose senza chiedere il permesso a nessuno, se non a se stesso), nascondevano una grande timidezza e fragilità.

Faceva quello che cantava in The Great Pretender:

«Troppo reale è questa sensazione di finzione, troppo reale quando sento quel che il mio cuore non può nascondere. Oh, sì, sono il grande commediante, ridente e allegro come un clown, sembro essere quello che non sono, capisci?» (appunto!).

Egli ha cercato di liberarsi della propria sofferenza interiore attraverso la musica.

La musica era la sua vera grande amante, come per altri suoi coetanei nati nel 1946: Syd Barrett e David Gilmour, Cher).

Era un uomo fatto di estremi, poteva essere amabile e tenero ma nello stesso tempo duro e sprezzante.

Di sicuro è stato sempre molto generoso.

Generoso di sé, perché amava dare piacere agli altri (il 6 in conflitto che lo ha reso anche un esteta), amava donarsi al suo pubblico senza riserve, infatti le sue performance erano sempre molto esuberanti, cariche di contatto ed empatia con il pubblico che amava sinceramente e verso il quale esercitava tutto il suo carisma.

Era generoso anche materialmente, elargendo sempre costosi regali ai suoi amici ed amanti.

Il denaro per lui era importante nella misura in cui gli permetteva di circondarsi di cose belle, di lusso (sempre il 6), ma non fu mai avido. Aveva stile, classe e buon gusto in maniera innata, anche quando viveva in un piccolo appartamento con Mary Austin, prima di essere famoso e ricco, sapeva creare con poco, ambienti carichi di eleganza e calore. (ancora il 6).

Freddie soffrì molto per il distacco dalla famiglia negli anni trascorsi in collegio (16) e questo vissuto potrebbe aver influenzato il suo bisogno costante di contatto fisico, era una persona con un appetito sessuale molto spiccato, traeva energia e vitalità dal sesso (il 7 in relazione) e anche dalle furenti litigate (13 in pronto soccorso) con i suoi partner che spesso lui stesso provocava (la esplosività del 16, tirare fuori ciò che si ha dentro).

Ebbe esperienze sia con uomini che con donne (la diversità del 12 in relazione), capace di profondi sentimenti duraturi, sopratutto se sentiva di potersi fidare, ma se veniva tradito nella fiducia diventava furioso e si allontanava.

Aveva saputo creare una sorta di famiglia, composta da più persone che lo assistevano e lo aiutavano in diversi modi, compreso un numero considerevole di gatti che amava e coccolava uno ad uno. Egli era estremamente protettivo verso chi amava, si sentiva responsabile nei loro confronti e ricompensava con grande generosità. (il 5 in disegno di vita e nell’equilibrio!)

Il 6 in conflitto suggerisce che il suo grande conflitto era il non sentirsi completamente scelto dalle persone che amava e dal Divino.
Ma la sua grande relazione che durò tutta la vita, fu con Mary Austin (nata il 06 Marzo 1951). Freddie decise di lasciare a lei metà del suo cospicuo patrimonio compresa la meravigliosa residenza a Kensington Londra dicendo che “Se le cose fossero andate diversamente, tu saresti stata mia moglie e la casa sarebbe stata comunque tua”. Ma ciò che più esprime l’affezione per Mary e la fiducia infinita in lei è la decisione di affidarle le ceneri per custodirle in un luogo segreto, cosa che Mary ha rispettato assolutamente fino ad oggi.

Che questa fosse una relazione benedetta dagli “Dei” lo si comprende semplicemente guardando le loro mappe. Diversi numeri ricorrono in entrambe le mappe, e negli stessi ambiti, per esempio il numero più importante di Freddie era il 16, in personalità profonda, ugualmente per Mary, che però lo aveva anche in memoria genealogica.

Ancora il 6 in disegno di vita, che Freddie aveva in conflitto nella mappa di nascita e nel disegno di vita della mappa della morte. Forse la grande capacità di rimanere legata a lui nonostante gli eccessi deriva dal 14 in strumento di Mary. E addirittura due volte il 16 in ambiti importanti come personalità profonda e memoria genealogica di Mary.

Il senso di giustizia e di armonia derivante dall’8 in equilibrio, nel sociale e nelle relazioni amorose di Mary, ci mostra che lei si deve essere “sacrificata” (cioè fatta sacra) a Freddy.

Non era facile cogliere la sua vera essenza, perché molto in difesa attraverso comportamenti estremamente mutevoli, ma sotto sotto aveva un animo estremamente sensibile e delicato. (di nuovo il 6 e i 5). Ovviamente le esasperazioni che lo caratterizzavano erano relative al non vivere in talento le sue potenzialità, ma anzi di viverle talora in conflitto. Infatti portato per gli eccessi (16), non si risparmiò mai, scendendo anche a livelli molto bassi con comportamenti limite, che rivelavano la sua scarsa accettazione di sé, delle sue origini etniche e della sua omosessualità, un conflitto interiore che durò tutta la vita.

Tuttavia nessuno avrebbe potuto redimere Freddie Mercury, se non Freddie Mercury stesso, come dimostrò quando gli venne diagnosticata la malattia, per cui troncò di netto ogni forma di eccesso. E finalmente il suo 16 divenne davvero redimente. Aveva un’energia inesauribile (20), oggi lo si definirebbe iperattivo e con un disturbo dell’attenzione, infatti era incapace di stare seduto per ore consecutive senza alzarsi, ma poteva lavorare ininterrottamente per ore e ore, era un perfezionista e controllava ogni dettaglio. Esigeva da sé e dai suoi compagni di lavoro sempre il massimo. (caratteristica che era simile a quella di Mozart, che aveva il 20 in personalità profonda. Benedetto disturbo dell’attenzione!) Aveva un forte senso dell’humor e amava divertirsi (16).

Come artista musicale era indubbiamente eclettico (10) e talentuoso, un genio (16 e 20). Aveva capacità artistiche anche nel disegno e nella grafica, infatti inventò e disegnò il logo dei Queen e alcune copertine dei dischi erano disegnate da lui. (ancora il 6). Nella musica amava mescolare i generi musicali, nota a tutti la realizzazione di un progetto da solista con la celebre cantante lirica Montserrat Caballè che condusse con grande determinazione e che ebbe grande successo. (ancora il suo 6).

Amava la vita, e l’ha amata fino all’ultimo, quando molto malato, continuò a cantare e a lavorare, pur con molte sofferenze. Le sue doti canore, la sua voce così unica praticamente irriproducibile, personalissima, ancora oggi riesce a procurare emozioni, sensazioni forti e piacevoli. La sua voce stratificata e potente produce vibrazioni fisicamente e psicologicamente appaganti, risvegliando qualcosa che sta intrappolato nel profondo di noi. (ancora il 16) (Forse questo era il suo compito sulla terra?)

E a riguardo del suo compito sulla terra, la mappa di morte mostra quei talenti che non abbiamo espresso a sufficienza nella vita.

Azzardando la interpretazione della data della sua morte (24 Novembre 1991) potremmo dire che ancora il suo 6 (qui in disegno di vita) compare come assolutamente da realizzare come elemento primo, evidentemente non abbastanza realizzato in vita. E il 10 in personalità profonda ci rimanda a un non sufficiente cambiamento effettuato in vita, e lo stesso 10 ancora nello strumento, identico nella sua mappa di nascita, ci rimanda ad un bisogno di evoluzione interiore che evidentemente non è stato adeguato al suo vero bisogno, nonostante la Iniziazione giovanile alla Religione Zoroastriana. I 4 in equilibrio e nel sociale suggeriscono per la prossima vita una maggiore attenzione al proprio territorio, in tutti i sensi e ad una maggiore sensibilità, che avrebbero consentito una vita appunto in maggiore equilibrio. E crediamo che i 21 in chiave intellettuale e nel lavoro mostrino che avesse un bisogno di sentirsi ancora più libero e creativo. E ancora il 20 in memoria genealogica, incredibilmente ripetuto anche nella mappa di morte, significa ancora meno dipendente dagli altri e con ancora maggiore energia.

Cosa ci siamo persi di questo mostro sacro della musica?

Franca Pagni e Maurizio Corona

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