Elogio della Solitudine pt. 2

Elogio della solitudine

Lucio Battisti e l’altra faccia della solitudine
(05-03-1943/09-09-1998)

Qualche tempo fa abbiamo parlato dell’eremita attraverso l’accostamento con l’“Elogio della solitudine” di De André e abbiamo visto quanto, lo stare con se stessi, possa giovare e portare verso l’evoluzione interiore.

Poco tempo dopo, mi sono trovata ad ascoltare su internet, una play list con le più famose canzoni di Lucio Battisti, tra cui Emozioni, Pensieri e Parole, 29 Settembre, ecc..

Canzoni, quelle di Lucio, che evocano spesso la solitudine.

“Uscir dalla brughiera di mattina dove non si vede a un passo per ritrovar se stesso… Capire tu non puoi…”-Emozioni).

Nella stessa pagina, l’occhio si è spostato verso la data di morte del cantante, il 09-09-1998.

Il doppio 9 è già di per se indicativo di ciò che ha vissuto, decido quindi di approfondire andando a esplorare il resto della mappa e, siccome la curiosità è donna, o almeno così dicono, do uno sguardo anche alla data di nascita.

Nella sua mappa di nascita, subito è riconoscibile il 17 (Le Toille) in Memoria Genealogica che, come abbiamo visto con altri grandi interpreti già esaminati, identifica la “Prima Donna”, ovvero colui o colei che splende e emerge rispetto ad altri, così come è stato per diverso tempo anche nella sua vita.

Il 20 nel Sociale (Il Giudizio Universale) identifica il suo desiderio irresistibile di condividere con gli altri la sua passione per la musica. Ma ciò che mi colpisce e riconduce alla sua data di morte è il 9 in conflitto. “Mi sento lasciato solo”: ecco come probabilmente si sentiva Battisti…

Quel 9 in conflitto che, ad un certo punto della sua vita, ha preso il sopravvento, tanto da amplificare la sensazione di solitudine negli ambiti più importanti della sua esistenza. Emerge nel suo “Disegno di vita”, nel suo “Io interiore” (che nella Mappa dei Talenti si chiama Personalità Profonda), con la famiglia, ma soprattutto nel suo lavoro, attraverso una risposta automatica esplicitando un gran rimpianto verso il passato, la sensazione di essere lasciato solo, la conseguente rabbia (dializzato, il male ha colpito fegato e pancreas) e depressione, bloccando così la sua evoluzione nel lavoro e di conseguenza nella vita.

E’ entrato in crisi, cosa che l’eremita fa e deve fare, ma c’è rimasto dentro.

Abbiamo visto, dunque, come sia possibile che un talento così bello, vissuto nel modo sbagliato, può trasformarti fino a farti ammalare. Sta a noi scegliere dove stare…

Illumina il tuo cammino

Tiziana Cuccu

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